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Corso volo – Cartografia – Le carte VFR

IMPORTANTE: LE INFORMAZIONI QUI RIPORTATE NON SONO ASSOLUTAMENTE DA UTILIZZARE PER LA PREPARAZIONE DI UN VOLO REALE. LE CARTE INDICATE POSSONO ESSERE UTILIZZATE SOLO PER I VOLI VIRTUALI.

Abbiamo dato un’occhiata ad una carta stradale ed abbiamo visto, in modo superficiale, come servirsene. Quando siete in volo, il modo di utilizzare la carta non cambia. Sono le informazioni che vi fornisce che sono differenti. Ora andiamo a conoscere, in modo approfondito, la carta VFR fornita dall’ENAV. Per chiarire quanto riportato come avviso, le carte di navigazione VFR, da utilizzare per il volo reale, sono altre.

Dopo essere entrati nel sito dell’ENAV ed aver effettuato la registrazione, possiamo accedere alle carte VFR e a tantissime altre informazioni utili al volo. Ma torniamo a noi.

Per prima cosa dobbiamo verificare se la zona rappresentata dalla carta è quella interessata al volo che faremo. Nell’eventualità che il nostro volo attraversi zone riportate su più carte, provvederemo ad averle tutte sotto mano.

Questa carta visualizza l’area che comprende la Calabria e la Sicilia.

Viene identificata come ENR 6.3-13

E’ relativa alle rotte VFR

Ci informa che dal livello del terreno (SFC) fino al livello di volo 195 (19500 piedi) lo spazio aereo è di tipo Golf sia per la FIR di Roma che per quella di Brindisi..

Che l’area rappresentata è interesse di due FIR, quella di Brindisi e quella di Roma.

Segue una tabella dei limiti verticali delle zone vietate (Prohibitet), delle zone regolamentate (Restricted) e pericolose (Danger). Queste zone le vedremo nel dettaglio più avanti.

Sui bordi della carta troviamo le indicazioni relative alla data in cui è stata aggiornata la carta (vengono aggiornate circa ogni 30 giorni, pertanto, se la carta che avete davanti è di 30 giorni fa, cercate di reperire quella attuale).

Oltre alla data di aggiornamento, sempre sui bordi, troverete le indicazioni relative alle variazioni riportate nella carta, rispetto a quella dell’edizione precedente. Questo è utile, poichè di norma, tendiamo a comportarci in base alle nostre abitudini e conoscenze.
Abituati a fare sempre la stessa strada, non osserviamo più la segnaletica stradale e potremmo incappare in un senso unico invertito e finire nei guai. In volo la cosa è molto più pericolosa. Il pilota deve avere la possibilità di conoscere se ci sono state modifiche alla carta in modo da permettergli di identificare cosa è cambiato rispetto alle sue conoscenze.

Inoltre, bisogna dare un’occhiata alla zona relative alle note.

Questa riporta delle notizie particolari relative all’avvicinamento a Catania.

Ora andiamo ad osservare la legenda dove ritroviamo la simbologia usata ed il significato di ogni simbolo o rappresentazione di zona. Vi è riportata anche al scala colorata utilizzata per l’identificazione delle quote e la scala della carta.

La scala sarebbe utilizzabile se avessimo il supporto cartaceo, utilizzando il monitor, non abbiamo la possibilità di rapportarci alla scala raffigurata, ma un’idea delle distanze la possiamo avere utilizzando i meridiani e i paralleli.

Ed ora iniziamo a guardare la carta. Qui vediamo la zona di Pantelleria. Notiamo che si trova sul parallelo 36° 45′ N e sul meridiano 12° 00′ E  (il parallelo non lo vediamo in questa raffigurazione poichè descritto sulla destra, in questa carta).

Possiamo vedere la zona dell’ATZ di Pantelleria che, in questo caso, è un semicerchio. Notiamo anche le zone del CTR, Zona 1 e Zona 2. Andiamo a vedere, nel riquadro delle zone DPR quali sono i limiti verticali.

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Veniamo a conoscenza che in:

Zona 1 lo spazio aereo Delta parte dalla superficie fino a 2500 piedi sul livello del mare (AMSL).

Zona 2 lo spazio Delta parte da 2500 piedi sul livello del mare fino a livello di volo 115. (FL 115).

Il comportamento all’interno dell’ATZ lo vedremo in seguito, sulle carte aeroportuali.

Notiamo anche dei triangoli viola, dalla legenda sappiamo che sono dei punti di riporto VFR

Cambiamo ed andiamo a vedere un’altra parte della stessa carta. Abbiamo zone racchiuse da linee rosse seghettate, zone marroni rotonde ecc ecc. Ogni zona rappresentata, viene identificata da una lettera e da un numero. Come abbiamo già fatto in precedenza, se dovessimo attraversare queste zone dobbiamo controllare i limiti verticali nell’apposito riquadro.

In più, abbiamo dei punti di riporto VFR viola collegati da linee continue, sempre dalla legenda vediamo che si tratta di punti VFR collegati da rotta obbligata. Ovvero, se mi trovo a San Vito Lo Capo e voglio andare verso Palermo, devo fare rotta diretta per Capo Gallo. Ci sono anche dei punti VFR rossi. Sono i punti di ingresso dei CTR. Due minuti prima di arrivarci, dovete contattare il CTR ed attendere istruzioni all’entrata. Se non le ricevete in tempo utile, dovete orbitare sul punto in attesa dell’autorizzazione. Nel caso di triangoli blu, sono punti obbligati per il VFR notturno ma anche come punti di smistamento del traffico per il VFR diurno, pertanto da considerare obbligatori anche di giorno.

In questa rappresentazione, oltre al manicomio della zona di Catania, possiamo notare la D44 sul mare. Da questo si può immaginare che le zone regolamentate non sono solo sul suolo, ma anche sul mare.

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Come puoi vedere, la zona di Catania è particolarmente complessa. Ci sono due aeroporti molto vicini (Sigonella e Catania Fontanarossa). Inoltre, come potete leggere dalle note (vedi all’inizio di questa lezione) la torre di Fontanarossa ha delle limitazioni visive. Per entrare od uscire dalla zona di Catania, bisogna entrare da Paternò o da Palagonia o dal punto a 5 miglia a nord di Augusta o dal punto a nordest di Acireale. Poi seguire la rotta indicata dalla linea continua ed anche alla quota riportata lungo la linea. Per esempio, da Palagonia per Vizzini a 3500, proseguire a 3500 per Lentini, scendere a 1500 per Foci fiume Simeto, poi sempre a 1500 se si va diretti al campo, se deviati a nordovest scendere a 1000. Ma, venendo da Acireale, la quota è di 2000 piedi.

Ed ecco la zona dello Stretto di Messina.